Una donna invisibile

Una donna con disabilità motoria ragiona delle discriminazioni multiple, e in particolare dell’annullamento della sua femminilità

L’impegno nell’associazionismo e anche in politica fanno parte da sempre della vita di Franca, persona con grave limitazione fisica, insorta negli anni dell’infanzia a causa della poliomielite.
Sin da ragazza, infatti, in piena sintonia con i tempi della società di allora, Franca ha scelto di combattere non solo per i suoi diritti, ma anche per quelli degli altri.
Questo le consente oggi, a distanza di oltre trent’anni, di avere uno sguardo lungo sull’evoluzione sociale del nostro Paese, che ha interessato anche le persone con disabilità. Pensa ad esempio alle indubbie conquiste legislative di questi decenni e all’attuale disponibilità di apparecchiature e tecnologie che, se usate bene, consentono certamente una migliore qualità della vita.

La sua esperienza personale, però, le suggerisce anche altro. In primo luogo la necessità di non abbassare mai la guardia, perché, in tempi di crisi e di messa in discussione dello Stato Sociale, può succedere di perdere le conquiste ottenute e di farlo anche rapidamente.
In secondo luogo, è convinta che, se fosse stata un uomo, avrebbe certamente incontrato meno difficoltà, sia nel suo percorso lavorativo che in generale nella vita.
In famiglia, ad esempio, sin dagli anni dell’adolescenza la madre sentiva la necessità di proteggerla continuamente e di farle capire che in fondo per lei non sarebbe stato necessario darsi così tanto da fare. Franca è sicura che ad un maschio, con la stessa disabilità fisica, una madre avrebbe parlato diversamente: secondo una certa mentalità, infatti, una donna va protetta di più, figuriamoci poi una donna con disabilità!
In parallelo, il messaggio che le veniva trasmesso tutti i giorni a scuola era quello di studiare e impegnarsi per alimentare la propria cultura personale, per distinguersi dalle altre persone. Ma il discorso sottinteso era sin troppo chiaro: «Tanto tu a lavorare non ci andrai mai!».

In realtà, da questo punto di vista, la doppia discriminazione percepita da Franca per il fatto di essere donna e persona con disabilità emerge abbastanza poco nelle sue occupazioni, tanto da farle pensare di essere stata in un certo senso fortunata. Oltretutto, nell’attuale ambiente di lavoro, che è quello dell’insegnamento, afferma senza problemi che le donne sono generalmente più preparate degli uomini.
Certo, di barriere e difficoltà ne ha incontrate, come nel caso delle strutture sanitarie inadeguate, dove in particolare ha riscontrato più volte la totale assenza di privacy nei confronti di una persona con disabilità. E tuttavia Franca è convinta che le discriminazioni più significative si siano manifestate soprattutto sul fronte sociale e culturale, e qualche volta non le ha neanche avvertite subito. Sono ad esempio le discriminazioni riguardanti la sua femminilità.
Quante volte, in famiglia e fuori, si è dovuta sentire come una specie di “donna invisibile”, la cui femminilità non veniva minimamente considerata? Quante volte si è imbattuta in sguardi puntati prima sulle ruote della sua sedia e solo dopo, molto dopo, sulla sua persona?

La mancanza di considerazione per il suo essere donna è forse una delle discriminazioni più difficili da superare, non sempre facile nemmeno da cogliere. Franca l’avverte anche nel comportamento di alcuni amici, che pensando di proteggerla, come faceva tanti anni prima la madre, la escludono da un viaggio in compagnia o da una semplice cena nel fine settimana. E il fatto che a comportarsi così siano anche altre donne le sembra che complichi ancora di più le cose.

Per Franca, che oggi vive con un compagno in cattiva salute e con l’anziana suocera, conciliare il lavoro con la cura della casa e tanti altri impegni è estremamente difficile e faticoso. Eppure, nonostante questo, ritiene ancor più faticoso dover continuare a sopportare quella mancanza di considerazione per il suo essere donna, pur consapevole di essere stata lei stessa, presa dai tanti problemi e dal lavoro, a mettere da parte i vari aspetti della sua femminilità, quasi come in un circolo vizioso.

Settembre 2017