Il percorso di Nicola, dall’Italia alla Francia

La mobilità nell’esperienza di un uomo cieco che ha viaggiato in Italia e all’estero: corsi di orientamento, bastone bianco, mezzi di trasporto pubblici e servizi dedicati

Direzione Cagliari, Roma, Firenze e poi varie città della Francia. È già un lungo percorso quello del trentacinquenne Nicola, non vedente dalla nascita, che partendo da un piccolo Comune della Sardegna ha avuto modo di verificare quanto possa essere diversa l’offerta dei servizi, tanto da renderlo di volta in volta più o meno disabile.
Dall’asilo alle superiori, Nicola ha frequentato le scuole insieme a tutti gli altri coetanei, diplomandosi con profitto a diciotto anni. Quel che però gli mancava completamente era l’autonomia nella vita quotidiana. Ed è per questo che ben presto ha deciso di partire per Roma, alla volta di una storica struttura della Capitale, specializzata in attività mirate all’inclusione sociale dei ciechi e degli ipovedenti.
«Quando ero in Sardegna - racconta - dovevo sempre farmi accompagnare da qualcuno, perché nella mia città mancava, e manca tuttora, la mentalità dell’insegnare orientamento e mobilità, per imparare a muoversi in strada e magari andare al supermercato a fare la spesa. Mancavano proprio gli insegnanti professionali che mi facessero acquisire l’uso del bastone».

I due anni vissuti a Roma coincidono per Nicola con un periodo di continuo apprendimento, che ancora oggi ricorda con grande piacere: «Lì ho imparato a gestirmi la casa, a cucinare, ad adoperare la lavatrice, a piegarmi i vestiti e soprattutto ad usare bene il bastone. Ero anche impegnato in altre attività, come il teatro, la ceramica, il lavoro della creta e ho avuto tanti amici, alcuni dei quali li sento ancora. In poche parole, sono stati due anni intensi, ma belli, e mi sono trovato molto bene».

Quel che invece non funzionava erano soprattutto i mezzi di trasporto. «Prendiamo gli autobus - racconta - forse oggi sono un po’ cambiati, ma quando ero a Roma, e poi anche a Firenze, in molti casi erano del tutto privi di avvisi sonori. Dovevo allora salire davanti, comunicare all’autista la fermata a cui volevo scendere e aspettare che mi avvisasse. Nei mezzi invece dotati di annunci sonori, veniva comunicato solo il numero della linea e la direzione di marcia, ma non le fermate che di volta in volta incontravo. Senza parlare poi della qualità audio sui mezzi che prendevo a Cagliari, con il volume basso e gli altoparlanti troppo piccoli: non ci capivo niente! Per trovare una sintesi vocale adeguata, che annunciasse le varie fermate con il giusto anticipo di tempo, sono dovuto arrivare in Francia».
È proprio in Francia, infatti, che giunge Nicola, in seguito ad alcune vicende familiari. Ma nemmeno oltralpe la vita si rivela tutta rose e fiori, in particolare per quanto riguarda la ricerca di un’occupazione. Le opportunità di formazione gli appaiono più numerose che in Italia, soprattutto nel campo della fisioterapia. Ma, nonostante i vari corsi seguiti in questo settore e in diverse città francesi, Nicola non riesce a diplomarsi. «Ho dovuto reimparare da zero l’informatica - spiega - la tastiera del computer, ad esempio, è diversa da quella italiana, ci sono termini tecnici differenti. In più i programmi e i metodi di insegnamento di materie complesse come la fisica e la chimica risultano parecchio diversi da quelli del nostro Paese. Non ce l’ho fatta proprio e così ho cambiato strada. Lo scorso anno ho fatto domanda per accedere a un corso, sempre in Francia, per impagliare le sedie e adesso sto aspettando che mi chiamino».

Quel che pienamente soddisfa Nicola è invece la situazione della mobilità. «Nella città francese dove vivo adesso - racconta - c’è un servizio grazie al quale, segnalando con un certo anticipo di tempo la mia destinazione, mi accompagnano dove voglio all’ora desiderata. Una parte dei costi è a carico del Comune, cosicché io pago solo un euro e mezzo all’andata e altrettanto al ritorno, per qualsiasi percorso in città e nelle zone limitrofe. È un servizio che funziona per tutti: per gli anziani, per le persone in carrozzina, per quelle con disabilità psichica e per chi è non vedente. E una cosa per me molto importante è che posso usarlo non solo per andare a fare una visita dal medico o per essere accompagnato a casa dall’aeroporto, ma anche semplicemente per andare a trovare un amico o per fare sport. Nei weekend il servizio va avanti fino all’una di notte, mentre durante la settimana arriva fino a tarda sera».

Quando poi si muove sulle proprie gambe, Nicola è perfettamente in grado di spostarsi da solo, perlomeno sui percorsi che ha imparato bene per arrivare ai luoghi che gli interessano.
Lo può fare proprio perché, negli anni vissuti a Roma, ha acquisito la padronanza del bastone per potersi muovere in autonomia e anche perché, in Francia, dispone da quattro anni di un bastone speciale, che gli permette di evitare ogni ostacolo grazie ad un apparecchio vibrante inserito sul manico. Un ausilio che gli è stato fornito gratuitamente e che ha iniziato ad usare dopo aver frequentato un corso specifico.

Gennaio 2018