Relazione annuale del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Mauro Palma, il Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, in una partecipata conferenza, ha anticipato i contenuti della propria Relazione annuale.

Spicca, nella relazione, una novità che Palma ha evidenziato: l’area della libertà e della salute “è volutamente posta come prima delle aree di analisi nella Relazione, si è ampliata quest’anno al monitoraggio delle strutture residenziali per disabili e anziani ove si concretizzi di fatto una privazione della libertà. Sono le strutture che in ambito internazionale vengono definite Social care home”.

La relazione, su questi aspetti presenta dati, tabelle, analisi.

L’ambito indagato e da indagare è di tale vastità che “lo rendono impossibile senza la costruzione di referenti territoriali del Garante nazionale […] e senza il supporto degli Istituti di ricerca, di altre Istituzioni e dell'importante ruolo dell’associazionismo di settore. Da qui lo sviluppo di alcuni Protocolli fra il Garante e altre Istruzioni per la costruzione di un’Anagrafe che è stata realizzata [...], classificando le strutture in base alle prestazioni erogate (sanitarie; socio-sanitarie; sociali) e al grado di residenzialità (residenziale; semiresidenziale).”

E il Garante prosegue con dichiarazioni particolarmente aderenti alla Convenzione ONU: “L’attesa del mondo della disabilità è stata centrata nella fiducia in una Istituzione nuova, il Garante nazionale, che ha assunto l'impegno di monitorare il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili e di indirizzare un occhio esterno verso luoghi capillarmente sparsi nel territorio del Paese a volte poco trasparenti. Sono luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente. Luoghi certamente noti alla rete degli effetti di chi vi è ospitato e al variegato mondo del volontariato; ma molto meno alle Istituzioni, forse proprio per la supposta residualità del ruolo sociale delle persone che vi risiedono; le quali vi entrano spesso volontariamente, ma nel tempo rischiano, per una serie di imprevedibili fattori, di divenire di fatto private della libertà. Proprio per questo abbiamo voluto inserire questo settore d'azione del Garante come primo capitolo tematico di questa Relazione e voglio leggere la nuova previsione di un Dicastero rivolto, nel proprio mandato, anche alla disabilità come l’indicazione di un'accelerazione nel processo d’integrazione dei relativi problemi all'interno del quadro complessivo della tutela dei diritti di tutti e non come separazione da quest'ultimo”.

La relazione è ora disponibile presso il sito del Garante.

15/06/2018