Il Codice unico sulla disabilità: aggiornamenti

Era un intento espresso sia durante la campagna elettorale che nel “contratto del Governo del cambiamento”: giungere alla approvazione di un Codice sulla disabilità.

Ed in effetti nella ormai datata seduta del 28 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di disegno di legge che prevede delega al Governo per l’adozione appunto di un Codice in materia di disabilità.

Tuttavia il testo non è ancora giunto alle Camere per la calendarizzazione e poi per la discussione e l’approvazione. Ma spieghiamo meglio quale dovrebbe essere l’iter anche per intuirne i tempi: il disegno di legge viene discusso, emendato, approvato da una delle due Camere (verosimilmente al Senato), poi passa all’altra Camera che lo discute a sua volta. Se vi sono modifiche, assai probabili su un tema cos ampio, ritorna all’altra Camera fino all’approvazione. Siccome di tratta di una legge delega sono prevesti una serie di atti successivi, generalmente decreti legislativi, elaborati in ambito governativo e poi sottoposti all’esame delle Camere. Il che significa che per rendere realmente operative le prescrizioni e le indicazioni di un Codice sono necessari poi molti altri atti normativi, alcuni dei quali complessi.

In questo caso siamo ancora alla delega iniziale che come detto, non è ancora giunta alle Camere.

Il testo risulta che al vaglio della Ragioneria dello Stato che dovrebbe valutare la congruenza fra quanto previsto o prevedibile e la cosiddetta “formula di invarianza” e cioè se corrisponda al vero che il Codice, come espresso nello schema, non genera nuovi costi per l’Erario. Quindi al momento l’’iter vero e proprio deve ancora iniziare.

Lo schema, già ampiamente circolato, è piuttosto ambizioso perché non si limiterebbe a rendere coerente e omogenea la normativa già esistente (il che è già impegnativo), ma introdurrebbe anche profonde revisioni dei criteri di valutazione della disabilità, interventi in materia di riabilitazione, di formazione, di occupazione, di mobilità.

Come tutte le leggi delega, anche questa reca anche un complesso di criteri direttivi che il Governo successivamente dovrà rispettare nella decretazione che la norma gli concede. Ed è proprio su questi criteri direttivi che già stanno emergendo le prime osservazioni critiche che tuttavia appaiono per ora premature, ma che saranno interessanti motivi di approfondimenti successivi anche su questo sito.

Aggiornamento 15 giugno 2019: la Ragioneria dello Stato ha comunicato al Governo numerosi rilievi che impongono una revisione sostanziale dell'originale testo approvato in Consiglio dei Ministri

 

12/05/2019