Partecipazione delle organizzazioni delle persone con disabilità

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di aprile del 2017, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha denunciato come dalla Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale siano esclusi i cittadini, ossia coloro che sono maggiormente interessati dai lavori di tale organismo.
«Di quella Commissione - ha ricordato la FISH -, voluta nel 2015 dalla Legge di Stabilità per il 2016, nominata e presieduta dal Ministro della Salute, fanno parte il responsabile della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute e quindici esperti nominati dallo stesso Dicastero, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dal Ministero dell’Economia, oltre ad altri sette indicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Ne restano quindi esclusi proprio i Cittadini, cioè i diretti interessati, né sono previsti momenti di consultazione, di confronto o di audit».
La FISH, dunque, ha richiesto formalmente al Ministro della Salute di «colmare tale lacuna, consentendo anche alle organizzazioni dell’impegno civile di partecipare ai lavori della Commissione».
Al mese di gennaio del 2019 la composizione della Commissione risultava ancora invariata. L’unica modifica ai lavori della stessa fa riferimento a una nota secondo cui «su richiesta del Presidente, alle riunioni della Commissione possono partecipare, per fornire il proprio contributo tecnico-scientifico, rappresentanti del Consiglio superiore di sanità, delle società scientifiche, delle Federazioni dei medici ed esperti esterni competenti nelle specifiche materie trattate».

 

Nel mese di febbraio del 2017 i rappresentanti della Consulta regionale delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia hanno incontrato i responsabili del settore di competenza del Comune di Trieste, approfondendo vari aspetti relativi all'accessibilità alle selezioni di personale, sia sul piano normativo che amministrativo.
L’incontro era stato motivato innanzitutto dall’esistenza di una norma dello stesso Comune di Trieste - sempre in àmbito di selezione del personale - ritenuta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità visiva.
In seguito a quell’incontro, il Comune di Trieste ha deciso di annullare quella stessa norma, che escludeva ai candidati privi della vista la possibilità di partecipare alle selezioni per posizioni dirigenziali.

Vedi anche

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