Accessibilità dei servizi di soccorso e di emergenza

La Convenzione ONU sui diritti per le persone con disabilità, all’articolo 9 richiama esplicitamente (comma 1, lettera b) l’obbligo di accessibilità ai servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi informatici e quelli di emergenza. Appare evidente che la garanzia del requisito dell’accessibilità rientra fra le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali, previste dal successivo articolo 11 della stessa CRPD.

L’accessibilità, nella logica dell’Universal design, non riguarda solo la realizzazione adeguata degli ambiti e degli strumenti tecnici preposti al soccorso e all’emergenza, ma anche anche tutti i sistemi di allarme, di chiamata, di contatto con i soccoritori. I sistemi devono quindi poter essere attivati e fruiti indipendentemente dalle limitazioni funzionali (sensoriali, fisiche o cognitive). Nella sostanza i sistemi di attivazione di emergenza dovrebbero rispondere ai medesimi requisiti previsti per l’accesso all’informazione.

Contesto

Il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nell’agosto del 2016, il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità, nelle sue Osservazioni Conclusive al primo Rapporto sull’implementazione della Convenzione ONU in Italia, ha espresso, affrontando le questioni dell’accessibilità, la raccomandazione (punto 21) di garantire la stessa anche per i sistemi di soccorso e di emergenza.

Carta di Verona. Interessante l’indicazione elaborata dalla Carta di Verona sul salvataggio delle persone con disabilità in caso di disastri. All’articolo 17 rammenta che l’ambiente costituito che si basa su approcci di “Universal Design” intende rafforzare le condizioni che favoriscono, in situazioni di rischio, l’intervento più efficace possibile per le persone con disabilità. In condizioni di rischio e in accordo con l’approccio dell’“Universal Design”, si dovrebbero adottare dei provvedimenti adeguati per garantire alle persone con disabilità l’accesso, su una base di parità con le altre persone, all’ambiente circostante, al trasporto, alle informazioni e alle comunicazioni, ai sistemi e alle tecnologie informative, come pure ad altri servizi e prestazioni come i numeri d’emergenza comuni.

Fatti, violazioni, denunce

Un gruppo di organizzazioni europee, tra cui anche il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), hanno lanciato nel mese di maggio del 2018 un appello al Consiglio d’Europa, chiedendo che nella Legge Europea sull'Accessibilità (European Accessibility Act) vengano inclusi e applicati i requisiti di accessibilità ai servizi di emergenza, che ad oggi risultano per lo più inaccessibili a molte persone con disabilità.
«Diversi Paesi - si legge nell'appello delle organizzazioni - hanno sviluppato soluzioni ad hoc, come specifiche applicazioni mobili che gli utenti devono scaricare o registrare in anticipo. Ciononostante, molte persone con disabilità non possono ancora contare su un sistema accessibile per contattare i servizi di emergenza (come il 112) che funzionano in tutta l’Unione Europea. L’Accessibility Act potrebbe affrontare e risolvere questa situazione discriminatoria, che mette in pericolo milioni di vite, ma il Consiglio d’Europa non ha provveduto a includere tutti i requisiti necessari. Non ha senso, infatti, richiedere ai produttori di smartphone e agli operatori di rete di supportare mezzi di comunicazione accessibili nei servizi di emergenza, se non è previsto che anche i servizi di risposta alle richieste di emergenza dei vari Stati Membri (PSAP – Public Safety Answering Points) siano in grado di ricevere, rispondere e gestire adeguatamente le comunicazioni».
«Se le nostre richieste non saranno accolte - è la conclusione dell’appello - le vite di coloro che non possono comunicare verbalmente e di oltre 52 milioni di cittadini sordi, sordi e muti e sordociechi continueranno a essere a rischio, ricordando che anche tante altre persone sono indirettamente interessate, perché tutti possono trovarsi in una situazione in cui non sono in grado di chiamare i servizi di emergenza utilizzando la comunicazione verbale».

Vedi anche

Accessibilità dei servizi di soccorso e di emergenza in Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie