Accessibilità a strutture, servizi e ambiente fisico

Al macrotema dell’accessibilità a strutture, servizi e ambiente fisico afferiscono sia la qualità progettuale e costruttiva della globalità degli spazi costruiti che delle soluzioni organizzative (informative, di segnalazione, di supporto) adottate per la fruizione dei servizi in esse adottate.
Il riferimento è quello ai principi dell’accessibilità così come declinati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ed in particolare nell’articolo 9, ma anche nell'articolo 3.

L’accessibilità degli edifici e dei servizi è quindi un diritto funzionale alla esigibilità di altri diritti quali quelli alla formazione, alla salute, alla partecipazione, alla vita indipendente.

Dati

Complessivamente, le condizioni di salute sembrano esercitare un peso centrale come causa di impedimento alla mobilità.
Come rileva l'ISTAT, per problemi di salute il 27,2% delle persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi di 15 anni e più dichiara difficoltà ad uscire di casa e il 22,3% ad accedere agli edifici pubblici e privati. Valori che raggiungono rispettivamente il 76,2% e il 70,5% tra le persone con limitazioni funzionali gravi; e che risultano consistenti già a partire dalle fasce di età più giovani (oltre il 50% per le persone con limitazioni funzionali gravi di 15-44 anni).
Le difficoltà vengono denunciate in misura maggiore dalle donne rispetto agli uomini, con scarti di oltre 10 punti percentuali, registrati prevalentemente tra le fasce di età più anziane.

Oltre alle condizioni di salute, il 3,2% degli intervistati dichiara difficoltà ad uscire di casa dovute a dintorni disagevoli (per esempio pendii, gradini, percorsi privi di supporti per la mobilità); valore che arriva all'8,4% tra chi ha limitazioni funzionali gravi. Il 6,4% riferisce difficoltà di accedere agli edifici pubblici e privati per la presenza di barriere esterne o interne (mancanza di rampe d’accesso, porte troppo strette, disposizione degli spazi interni, difficoltà di accesso ai bagni, agli ascensori, ecc.); quota che arriva al di sopra del 17% per chi ha limitazioni funzionali gravi.

Tra chi dichiara restrizioni alla mobilità legate alla salute o alla presenza di barriere ambientali, più del 60% delle persone con limitazioni funzionali gravi dispone di ausili, dell’assistenza di una persona o di servizi pubblici per l’autonomia; mentre complessivamente oltre un terzo delle persone con limitazioni funzionali gravi o lievi, invalidità permanenti o malattie croniche gravi non dispone degli ausili o dell’assistenza di cui avrebbe bisogno.
In generale, la quota di persone che denunciano questo tipo di restrizioni nella mobilità originate dalle condizioni di salute o dalla presenza di barriere ambientali risulta più elevata nel Mezzogiorno (circa il 30%). Rispetto alla difficoltà ad uscire di casa, i valori più alti si registrano in Campania (34,2%), Puglia (34,1%), Molise e Sardegna (entrambe con il 32,9%). Per la difficoltà ad accedere agli edifici, ai primi posti si trovano sempre Campania (31,4%) e Puglia (30,3%), e a seguire la Sicilia (29,5%).
Inoltre le zone in cui si incontrano le maggiori difficoltà risultano quelle dei Comuni centro delle aree metropolitane e quelle dei Comuni sopra i 10.000 abitanti.

Temi specifici

Accessibilità degli alloggi e degli edifici privati

Accessibilità alle strutture e ai servizi culturali

Accessibilità a luoghi di attività sportive e ricreative

Accessibilità delle strutture turistiche e ricettive

Accessibilità dei servizi e delle strutture sociali

Accessibilità dei seggi elettorali

Accessibilità alle strutture e servizi per la salute e la riabilitazione

Accessibilità alle strutture per l’istruzione

Accessibilità dei luoghi di lavoro

Accessibilità alle strutture e ai servizi economici e commerciali