Accessibilità alle strutture per l’istruzione

Dati

Come rileva l'ISTAT, in Italia continua ad essere elevata la quota di plessi scolastici che presentano barriere architettoniche. Soltanto il 31,5% delle scuole risulta, infatti, accessibile dal punto di vista fisico-strutturale, ossia possiede tutte le caratteristiche a norma (ascensori, bagni, porte, scale) e dispone, se necessario, di rampe esterne e/o servoscala. La situazione appare migliore nel Nord del Paese, dove si registra un valore pari al 40% di scuole accessibili, mentre tale percentuale risulta nella media al Centro (32%) e peggiora nel Mezzogiorno (26%).
La barriera più diffusa è la mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità (63,0%); meno frequenti sono le scuole sprovviste di bagni a norma (29,7%), rampe esterne (23,7%) o servoscala (21,0%). Contenuti invece i casi in cui si riscontra la presenza di scale o porte non a norma (rispettivamente 7,0% e 3,8%).

Decisamente più critica è la situazione se si considera la presenza di segnali visivi, acustici e tattili per favorire la mobilità all'interno della scuola degli alunni con disabilità sensoriali. Solo il 17,5% delle scuole dichiara di possedere facilitatori senso-percettivi volti a favorire l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi. Anche in questo caso si delinea un gradiente territoriale, con la quota di scuole dotate di ausili senso-percettivi che diminuisce progressivamente, passando dal 22% registrato nel Nord al 13% del Mezzogiorno.

Nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 solo il 10,7% delle scuole ha effettuato lavori per migliorare l’accessibilità dell’edificio, mentre il 17,9% non ha effettuato tali lavori pur dichiarando di averne bisogno.
Nel caso delle scuole primarie e secondarie di primo grado, nel corso degli ultimi cinque anni si registra un miglioramento del livello di accessibilità in riferimento all'abbattimento delle barriere fisico-strutturali. Le scuole accessibili da questo punto di vista sono infatti passate dal 13,7% dell’anno scolastico 2013-2014 al 33,3% dell’anno scolastico 2017/2018. Al contrario, stabile nel tempo rimane la presenza di barriere senso-percettive, con circa il 20% di scuole accessibili.

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di ottobre del 2018, Federico, studente diciassettenne con disabilità che si muove in carrozzina, frequentante il Liceo Artistico Misticoni di Pescara, si è trovato di fronte all’ennesimo guasto dell’ascensore nella sua scuola e ha deciso di non entrare in classe, rifiutandosi di essere portato a braccio da un piano all’altro.
A dare visibilità alla vicenda è stata l’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, che nei giorni successivi ha incontrato la Dirigente scolastica del Liceo Misticoni, contribuendo in modo determinante a una risoluzione positiva della vicenda.
Nel giro di pochi giorni, infatti, si è provveduto a far arrivare il pezzo necessario per la riparazione dell’ascensore, che è quindi tornato funzionante, consentendo a Federico di accedere in autonomia alla propria classe.

 

Nel mese di ottobre del 2017 l’associazione Capri senza barriere ha segnalato che il nuovo istituto scolastico di Anacapri, che raccoglie tutte le scuole superiori dell’Isola di Capri, non rispetta la normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche e sull’accessibilità, sia per quanto riguarda il mancato funzionamento dell’ascensore, sia per la presenza all’interno del nuovo edificio di alcune barriere architettoniche, che impediscono l’accesso alla palestra agli studenti con disabilità motoria.
La FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha raccolto la segnalazione e chiesto formalmente al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli di far provvedere al rispetto della normativa in materia di accessibilità, citando in particolare l’articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (Legge dello Stato 18 del 2009), il quale sancisce che sia garantita a tutte le persone con disabilità l’accessibilità, anche coinvolgendo le persone direttamente interessate nelle azioni necessarie.

 

Il 21 luglio 2014 la Prima Sezione Civile del Tribunale di Roma ha prodotto un’Ordinanza, tramite la quale ha condannato il Comune di Roma per discriminazione indiretta nei confronti di un ragazzo con disabilità, ai sensi della Legge 67/06, essendo stato impedito a quello stesso ragazzo di frequentare la Scuola Media Giovanni XXIII, a causa delle barriere architettoniche presenti negli spazi interni ed esterni dell’edificio scolastico.
L’azione giudiziaria era stata avviata dai genitori della persona, insieme all’associazione Luca Coscioni.
Il Tribunale ha ordinato al Comune Roma di «eseguire con ogni urgenza interventi volti a consentire in ogni caso ai disabili privi della possibilità di camminare l’accesso alla predetta Scuola così come la permanenza per l’attività didattica al piano terra dell’edificio: in particolare dovrà essere realizzato un ingresso da Via Lucilio previa sistemazione di uno scivolo dall’ingresso al marciapiede, la predisposizione di posto auto dedicato, la realizzazione di un bagno adeguato al piano terra, l’adeguamento dell’arredamento, dei sussidi didattici e delle attrezzature necessarie e ogni altra opera necessaria a consentire l’accesso e l’uscita di alunni disabili e normodotati dall’ufficio scolastico garantendo per tutti condizioni di sicurezza».
Il Comune di Roma è stato pertanto condannato al pagamento di 7.000 euro, a titolo di risarcimento del danno nei confronti del ragazzo, oltre a dover rifondere ai ricorrenti le spese di lite (1.800 euro).