Accrescimento della consapevolezza

La definizione più corretta di disabilità è quella indicata dalla relativa Convenzione ONU (CRPD) (Preambolo, lett. e; art. 1, comma 2) secondo la quale “la disabilità è il risultato dell’ interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri.”

In questo impianto logico trovano senso gli interventi di accrescimento della consapevolezza rivolti alla generalità della società verso i quali la CRPD sollecita l’adozione di misure immediate, efficaci ed adeguate (art. 8).
Gli obiettivi sono vari.
Da un lato è richiesto un intervento di sensibilizzazione sulla situazione delle persone con disabilità con l’intento di accrescere il rispetto per i diritti e la dignità delle persone con disabilità. Dall’altro lato si colloca il contrasto agli stereotipi, ai pregiudizi e alle pratiche dannose concernenti le persone con disabilità, compresi quelli fondati sul sesso e l’età (discriminazioni multiple), in tutti gli ambiti.
Infine si intende promuovere la consapevolezza delle capacità e i contributi delle persone con disabilità. Verosimilmente tale consapevolezza è ricercata anche presso le stesse persone con disabilità.

In termini di concretezza l’accrescimento della consapevolezza si basa su varie e specifiche misure.
Le campagne di sensibilizzazione devono essere rivolte a favorire un atteggiamento recettivo verso i diritti delle persone con disabilità, a promuovere una percezione positiva nei loro confronti.
Le stesse campagne dovrebbero anche promuovere il riconoscimento delle capacità, dei meriti e delle attitudini delle persone con disabilità, del loro contributo nell’ambiente lavorativo e sul mercato del lavoro.
Un secondo intervento nodale per l’accrescimento della consapevolezza si concentra sul sistema educativo, ed in particolare sui minori: è in quel contesto che va prioritariamente promosso l’atteggiamento di rispetto dei diritti delle persone con disabilità.
Un ruolo fondamentale, in particolare nella promozione di atteggiamenti positivi e di contrasto ai pregiudizi, lo giocano i mezzi di comunicazione che sono quindi chiamati a rappresentare le persone con disabilità in modo conforme agli obiettivi della CRPD.
Infine l’accrescimento della consapevolezza sulla disabilità e sui diritti delle persone può essere veicolato attraverso programmi di formazione rivolti agli operatori che svolgono le attività più diverse.

Contesto

Campagne di sensibilizzazione: nel periodo 2016-2018 non si rilevano in Italia specifiche compagne di sensibilizzazione congruenti con gli obiettivi espressi dalla Convenzione ONU e quindi rivolti all’accrescimento della consapevolezza. A titolo di esempio, il servizio della televisione pubblica (RAI) dispone di un proprio dipartimento denominato Segretariato sociale RAI che, fra le altre finalità, sostiene la diffusione di campagne sociali nei palinsesti pubblici. Le relative campagne sono proposte e prodotte da associazioni di volontariato, fondazioni, ONG. Dall’analisi dei contenuti proposti dal 2016 in poi si rileva che le campagne che afferiscono alla disabilità sono prevalentemente rivolte alla raccolta fondi.
Non risulta, fra il 2016 e il 2018 alcuna campagna di comunicazione sociale, prodotta da enti pubblici, rivolta agli obiettivi esposti dalla CRPD.

Mezzi di comunicazione: il Contratto Nazionale di Servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la Rai – Radiotelevisione italiana SpA (2018-2022) è una atto che regolamenta la qualità e la tipologia di servizi informativi e di intrattenimento della televisione pubblica.
Il Contratto, esaminato dai competenti organi parlamentari, non prevede, nemmeno fra i principi generali, alcun riferimento all’accrescimento della consapevolezza sulla disabilità né alla promozione di un’immagine positiva, né al contrasto al pregiudizio e allo stigma. Unico riferimento generale e generico lo si riscontra all’articolo 2, comma 3, lettera e): e) diffondere i valori dell’accoglienza e dell’inclusione, del rispetto della legalità e della dignità della persona.”

Accrescimento della consapevolezza nei sistemi educativi. La riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (legge 13 luglio 2015, n. 107) propone alle istituzioni scolastiche di potenziare la loro offerta formativa con alcune iniziative aggiuntive da realizzare nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. È questo l’ambito che potenzialmente potrebbe garantire attuazione all’indicazione della CRPD in termini di promozione dell’accrescimento della consapevolezza all’interno del sistema scolastico.
In tal senso l’unico riferimento indiretto lo si risconta all’articolo 1, comma 7, lettera d) che prevede possibili iniziative aventi come obiettivo lo “sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell'educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell'assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; (…).”
Si tratta di una indicazione che non è obbligatoria e dipende dalle capacità organizzative e dalle volontà dei singoli istituti.

I rilievi del Comitato ONU. Nelle sue Osservazioni Conclusive del 31 agosto 2016, a fronte del primo Rapporto presentato dall’Italia sullo stato di applicazione della Convezione Onu, il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità al punto 19 si è dichiarato “preoccupato per l’assenza di misure efficaci e appropriate per promuovere le capacità delle persone con disabilità e per la mancanza di misure per combattere gli stereotipi e i pregiudizi mediante campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e l’uso dei mezzi di comunicazione.”
Al punto successivo, il Comitato “raccomanda l’adozione di misure per aumentare la sensibilizzazione del pubblico tramite campagne di comunicazione di massa e formazione del personale che opera nei mezzi di comunicazione sugli effetti negativi degli stereotipi e l’importanza di rappresentare i contributi positivi delle persone con disabilità, in particolare delle donne e delle ragazze con disabilità.”

Fatti, violazioni, denunce

Alla fine del 2015, era stata lanciata la campagna internazionale #ToyLikeMe (“Giocattoli come me”), insieme a una petizione online, che aveva rapidamente raccolto più di 20.000 firme, contro il produttore di giocattoli danese LEGO, noto in tutto il mondo per la sua linea di mattoncini assemblabili, accusato di non tutelare la diversità dei personaggi prodotti.
Rebecca Atkisnon, promotrice dell’iniziativa, aveva dichiarato che «il marchio LEGO esclude oltre 150 milioni di bambini con disabilità, che non si vedono così rappresentati». Aveva quindi chiesto alla società di «cambiare la propria percezione culturale della disabilità».
In un primo tempo LEGO aveva risposto sostenendo che «la bellezza dei proprio mattoncini sta nel poter scegliere come assemblare i personaggi per costruire le proprie storie». Successivamente, però, all’inizio del 2016 aveva deciso di rispondere alla campagna #ToyLikeMe esponendo il primo LEGO in carrozzina alle Fiere del Giocattolo di Norimberga e Londra.

Temi specifici

Stereotipi e pregiudizi

Discriminazioni multiple

Sensibilizzazione della società

Promozione di una immagine adeguata