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Dati

La percezione sociale della disabilità, così come rilevata dal CENSIS (2010), risulta ancora piuttosto lacunosa e distorta, sostanzialmente schiacciata sul concetto di invalidità. Per il 62,9% degli italiani essa viene associata ad una limitazione motoria, che nell’immaginario collettivo assurge quasi a simbolo della disabilità. Solo il 2,9% degli intervistati fa riferimento ad una limitazione sensoriale.
Per la maggior parte degli italiani l’incontro con la disabilità è episodico, o comunque circoscritto nel tempo e nello spazio. Pensando all’ultima volta che si sono relazionati ad una persona con disabilità, gli intervistati dichiarano di provare soprattutto: solidarietà per tutte le difficoltà e i problemi che la disabilità crea (91,3%), ammirazione per la forza di volontà e la determinazione che trasmette chi la vive (85,9%), desiderio di rendersi utili (82,7%). La metà del campione (50,8%) afferma di provare tranquillità di fronte ad una situazione ritenuta normale. Ma il 54,6% degli intervistati prova anche paura, per l’eventualità di potersi trovare un giorno a doverla sperimentare in prima persona o nella propria famiglia. Il 34,6% manifesta il timore di poter involontariamente offendere o ferire una persona con disabilità con parole e comportamenti inopportuni. E il 14,2% afferma di provare indifferenza, perché non viene minimamente toccato dal problema.
Riguardo in particolare la disabilità intellettiva, quasi il 90% degli intervistati ritiene che essa sia poco o per nulla accettata dalla società, che produce quindi emarginazione, discriminazione e isolamento.