Tutela, curatela, custodia e adozione di minori

Dati

Il Quaderno 55/2014 del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza analizza la condizione dei minori fuori della propria famiglia di origine e fornisce i dati, relativi al 2010, sugli affidamenti familiari o il collocamento in comunità.
Secondo tale analisi circa 1 bambino su 10 fuori dalla famiglia di origine ha una qualche forma di disabilità certificata (per lo più psichica).
Tra i bambini e i ragazzi con disabilità accolti, il 38% è in affidamento familiare, mentre la maggioranza (pari al 62%) si trova nei servizi residenziali. Percentuale, quest'ultima, che sale al 71% nel caso dei minori con disabilità psichica. Contrario è invece l’andamento per la disabilità fisica, con il 70% dei minori in affido familiare. Mentre più equamente distribuite le forme di accoglienza dei minori con disabilità plurima e sensoriale, inseriti in comunità rispettivamente nel 51,5% e nel 41,7% dei casi.

Come rileva il Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), dai dati forniti dal Dipartimento per la Giustizia Minorile risulta che, a febbraio 2014, "erano 300 i minori dichiarati adottabili, e non ancora adottati, e di questi la maggior parte avrebbe gravi e gravissime condizioni psico-fisiche, con handicap e disabilità, disturbi comportamentali e deficit cognitivi".

Secondo i dati dell'ISTAT sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, al 31 dicembre 2015 risultano ospiti delle strutture 2.839 minori con disabilità e disturbi mentali dell’età evolutiva, di cui 413 stranieri.
Rispetto al carattere della residenzialità, 2.162 sono inseriti in strutture a carattere comunitario. Vale a dire strutture che non riproducono le condizioni di vita familiari.

Fatti, violazioni, denunce

Con il Decreto 8 giugno 2018, il Commissario ad Acta per la Sanità della Regione Lazio ha sbloccato la compartecipazione sanitaria alla spesa per l’accoglienza dei minori con disabilità ad alta complessità assistenziale e in stato di abbandono (senza famiglia di origine) in case famiglia socio assistenziali. E ciò consentirà ai circa 250 bambini con disabilità della Regione Lazio che vivono in questa situazione di essere accolti.
Tale Decreto completa un percorso già avviato nel mese di dicembre del 2017, con la Deliberazione della Giunta regionale n. 884, portando al risultato per il quale si è lungamente battuta Casa al Plurale, associazione che coordina le case famiglia per persone con disabilità, minori in difficoltà e donne con bambini in situazioni di grave fragilità sociale a Roma e nel Lazio.

 

Nel mese di ottobre del 2017, il Tribunale dei Minori di Napoli ha affidato a un padre single una neonata con sindrome di Down, dopo il mancato riconoscimento della stessa da parte della madre naturale e il successivo rifiuto di sette coppie di aspiranti genitori di adottare la bimba. La decisione del Tribunale dei Minori si è rifatta all’articolo 443 della Legge 184/83 (Diritto del minore a una famiglia), che in casi particolari consente l’adozione anche a chi non è sposato.
Il provvedimento è stato accolto con favore dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con sindrome di Down), che ha offerto la propria disponibilità al neopadre, per sostenerlo e metterlo in contatto con altri genitori di persone con sindrome di Down.

Vedi anche

Tutela, curatela, custodia e adozione di minori in Minori con disabilità