Inclusione nel sistema di istruzione generale

Dati

Sulla base di un approfondimento realizzato dall'ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado (anno scolastico 2016/2017) è possibile individuare 4 gruppi di studenti con disabilità.

Il primo gruppo (42,4% degli studenti con disabilità) è quello degli Alunni ben integrati: sono studenti che raggiungono un buon livello di funzionamento; sono soprattutto di genere femminile; hanno una sola tipologia di limitazione funzionale, principalmente un problema di salute mentale; si dimostrano autonomi nelle attività della vita quotidiana all’interno della scuola, e infatti non fruiscono dell’assistenza di personale dedicato; non si avvalgono dell’uso di un pc nella propria postazione in classe; prendono parte anche alle attività che vanno oltre la didattica, come ad esempio le gite; si concentrano prevalentemente nelle scuole del Centro Italia.

Il secondo gruppo (40% degli alunni) è quello degli Alunni con difficoltà di interazione: sono studenti con limitazioni medio-gravi nelle aree della capacità di eseguire compiti generali, dell’interazione, della relazione con gli altri, della conversazione e della comunicazione, nonché dell’apprendimento di base; sono prevalentemente maschi; si trovano in una condizione di pluridisabilità associata ad un problema di salute mentale; sono autonomi in termini di capacità di spostamento e di cura della propria persona; si avvalgono della presenza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione o ne dichiarano la necessità; per superare le difficoltà di apprendimento hanno la possibilità di usare un pc in classe; partecipano alle attività extrascolastiche come le gite di istruzione.

Il terzo gruppo (14,3% degli studenti) è rappresentato dagli Alunni con difficoltà nella sfera motoria: sono studenti con limitazioni medio-gravi in tutte le attività che riguardano il maneggiare gli oggetti, cambiare posizione, camminare, svolgere attività di cura della propria persona, nonché nelle attività sensoriali come guardare, ascoltare, toccare ecc.; sono principalmente di sesso femminile; si caratterizzano per una limitazione motoria che si associa ad una condizione di pluridisabilità; non sono autonomi nelle attività quotidiane all’interno della scuola, e infatti vengono supportati da un assistente all’autonomia, ma in alcuni casi dichiarano di non ricevere questo supporto, pur avendone bisogno; si avvalgono quotidianamente di un pc; non partecipano alle attività extrascolastiche; frequentano prevalentemente le scuole della Sicilia e della Sardegna.

Il quarto gruppo, il numericamente più esiguo (3,2% degli alunni), è quello degli Alunni con difficoltà sensoriali: sono studenti con una limitazione medio-grave principalmente nell’area delle esperienze sensoriali, ossia tutto ciò che comporta il guardare, ascoltare, toccare, ma anche nell’area della mobilità inferiore e superiore (camminare, cambiare posizione, maneggiare gli oggetti) e del prendersi cura della propria persona; sono principalmente di sesso femminile; hanno una disabilità sensoriale che si associa spesso ad una condizione di pluridisabilità; non sono autonomi nelle azioni quotidiane all’interno della scuola e fruiscono del supporto di un assistente all’autonomia; usano tutti i giorni un pc nella propria postazione in classe a supporto della didattica; non partecipano alle attività extrascolastiche. Questo gruppo rappresenta senza dubbio quello che sperimenta più degli altri una restrizione nella partecipazione.

Dal punto di vista del confronto internazionale, il Report del MIUR sugli alunni con disabilità nelle scuole italiane (anno scolastico 2016/2017) dedica un focus specifico alla situazione dell'inclusione scolastica nei vari Paesi europei.
Il presupposto è che i sistemi di istruzione esistenti possano essere raggruppati in base a tre principali orientamenti:

  • un sistema scolastico di massima inclusione degli alunni con disabilità, quale è quello italiano, in cui la quasi totalità degli alunni con disabilità è inserita nel sistema scolastico ordinario (“sistema inclusivo”);
  • un sistema scolastico che prevede la presenza di scuole speciali o di classi speciali all'interno di scuole ordinarie, frequentate dalla maggior parte degli alunni con disabilità (“sistema con distinzione”);
  • un sistema in cui l’istruzione ordinaria coesiste con l’istruzione speciale, in cui gli alunni con disabilità possono essere inseriti sia nelle scuole ordinarie sia nelle scuole speciali, con un insieme di soluzioni diverse (“sistema misto”).

In base ai dati più recenti (a.s. 2014/2015), pubblicati dall’European Agency for Special Needs and Inclusive Education relativamente alle scuole primarie e secondarie di I grado, l'Italia registra lo 0,8% di alunni con disabilità inseriti in scuole speciali (pari a 1.211 alunni con disabilità). Una cifra assai più contenuta rispetto a quella di altri Paesi con un sistema scolastico inclusivo, come ad esempio la Scozia, l'Islanda e la Norvegia in cui la percentuale di alunni con disabilità in scuole speciali o in classi speciali di scuole comuni è superiore al 7% (rispettivamente 7,1%, 7,8% e 7,9%).

Al contrario, tra i "sistemi con distinzione" si inseriscono ad esempio il Belgio e la Danimarca, in cui l’89,0% e il 95,0% degli alunni con disabilità frequenta scuole speciali o classi speciali di scuole comuni. Valori che in Svizzera e nei Paesi Bassi arrivano addirittura al 100,0%, ossia alla totalità degli alunni con disabilità inseriti in percorsi speciali.
Tra i Paesi con "sistema misto", si collocano invece la Spagna, l’Irlanda, la Finlandia e la Francia, per cui la percentuale degli alunni con disabilità che frequenta percorsi speciali è pari rispettivamente al 23,4%, 26,3%, 39,0% e 44,2%.

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di ottobre del 2018, circa cinquanta famiglie di alunni con disabilità residenti a Torino si sono costituite in Comitato e hanno manifestato l’intenzione di denunciare il Comune per non avere garantito con regolarità, nel primo mese e mezzo di scuola, il trasporto dei figli con disabilità. Le famiglie hanno reso noto che ancora alla fine del mese di ottobre stavano vivendo gravi disagi nel servizio di trasporto scolastico gestito dalla Società Tundo, appaltatrice del Comune di Torino. In tal senso sono stati segnalati casi di alunni “dimenticati” a scuola, mentre altri non sono riusciti a frequentarla nemmeno per un giorno. Inoltre, a causa di tale disservizio, una madre ha anche perso il proprio posto di lavoro.
Nonostante nei mesi successivi i disservizi segnalati dalle famiglie abbiano continuato a presentarsi, alla scadenza dell’appalto, il servizio di trasporto disabili, come dichiarato dal Comune di Torino, è stato affidato nuovamente alla società Tundo da cui era pervenuta l’unica offerta presentata. Per quanto riguarda la parte relativa al trasporto scolastico, il Comune di Torino ha comunicato che «sarà seguita dall’Osservatorio appositamente costituito con le rappresentanze dei genitori e delle scuole».

 

Tramite la Sentenza n. 4706/16, la Quarta Sezione del TAR della Campania (Tribunale Amministrativo Regionale) ha accolto il ricorso presentato da alcune famiglie di alunni con disabilità, supportate dall’Associazione ANIEF, censurando la formazione di classi con più di venti alunni (le cosiddette “classi pollaio”, come spesso definite anche dagli organi d’informazione), se frequentate da alunni con disabilità, in violazione dell’articolo 5, comma 2 del DPR 81/09.
Quest’ultimo, infatti, stabilisce sì che si possano prevedere eccezioni a quel tetto massimo, ma, secondo il TAR, gli Uffici centrali e decentrati del Ministero dell’istruzione hanno troppo spesso rimesso quella possibilità all’arbitraria discrezionalità dell’amministrazione, motivando lo sforamento del tetto di venti alunni per classe con motivi di carattere economico.
A tal proposito la Corte Costituzionale, sia con la Sentenza 80/10 che con la Sentenza 275/16, ha stabilito che il diritto all’inclusione scolastica non possa essere violato dall’amministrazione per motivi di vincoli di bilancio.
Per quanto riguarda invece il DPR 81/09, l’unica eccezione da esso consentita è quella contenuta nell’articolo 4 del Decreto, concernente esclusivamente eventuali eccessi di iscrizioni. In questi casi, però, il tetto massimo può salire solo fino a ventidue alunni.