Formazione di dirigenti e personale scolastico

Dati

Riguardo al tema della formazione, alcuni dati sono resi disponibili dall’ISTAT in relazione ai soli insegnanti di sostegno.

Nell'anno scolastico 2017/2018, nelle scuole italiane su circa 156 mila docenti per il sostegno una grossa quota risulta selezionata dalle liste curriculari (36%), a causa della carenza di insegnanti specializzati. Al Nord tale quota sale al 49%, mentre nel Mezzogiorno si riduce considerevolmente (21%).
Inoltre, nel 13,0% delle scuole nessun insegnante di sostegno ha frequentato corsi specifici in materia di tecnologie educative e nel 61,7% solo alcuni lo hanno fatto. Ne consegue che appena nella metà delle scuole italiane tutti gli insegnanti sono in grado di usare la tecnologia a supporto della didattica inclusiva.

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di marzo del 2015, il Tribunale di Trieste ha prodotto una Sentenza d’Appello con la quale ha respinto il ricorso di un’insegnante accusata di avere maltrattato nel 2008 un bambino con autismo, trascinandolo per il collo e lasciandolo al freddo, sporco e seminudo, oltreché esortando i compagni al disprezzo nei suoi confronti. L’insegnante era stata licenziata dall’Ufficio Regionale Scolastico, ma essendo stata archiviata la procedura penale aveva chiesto il reintegro alla professione.
Sul caso era stata anche depositata in Tribunale una perizia del neuropsichiatra infantile Franco Nardocci, già presidente della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), documento in cui ci si soffermava dettagliatamente sui comportamenti messi in atto a scuola dalla persona coinvolta.
La Sentenza è stata accolta con favore dal presidente dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) nella convinzione che, «respingendo il reintegro dell’insegnante, il Tribunale di Trieste abbia tenuto conto con sensibilità dei diritti etici e umani di un bambino non in grado di difendersi, guardando sia alla Legge 104/92 che alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità».
Il presidente ha inoltre aggiunto che «l’insegnante di sostegno, ed eventualmente anche l’assistente, assegnati a un allievo con autismo, con disturbi dirompenti del comportamento o con altre forme di disabilità, devono essere specificamente formati. Non è possibile, infatti, lavorare su disabilità così impegnative, se si è privi di ogni conoscenza in materia. E invece è proprio questo che spesso accade: a persone con autismo, ad esempio, vengono assegnati insegnanti di sostegno digiuni di ogni nozione specifica e privi di esperienza, con conseguenze che possono essere disastrose, sia per il bimbo o il ragazzo, sia per chi lavora con lui».