Sfruttamento, violenza e maltrattamento su minori

Fatti, violazioni, denunce

Il 15 marzo 2018, Marco Baruffaldi, ventiduenne di Castelfranco Emilia (Modena) con la sindrome di Down, ha registrato con la propria webcam una videodenuncia, successivamente diffusa in rete, rivelando gli atti di bullismo di cui era stato vittima negli anni della scuola.
«Fin da piccolo - racconta nel video - a scuola sono stato maltrattato brutalmente. Un ragazzino mi picchiava continuamente. Venivo anche percosso e minacciato da un insegnante di sostegno, che mi intimava di non dire nulla ai miei genitori e così ho fatto. Solo oggi mi rendo conto che avrei dovuto confidarmi con i miei genitori, ma ero completamente bloccato dalla paura».
La videodenuncia ha riscosso vari consensi in rete, attirando anche l’attenzione di numerose scuole emiliane, che hanno invitato Baruffaldi a raccontare la propria vicenda a centinaia di ragazzi delle scuole medie.
Grande appassionato di musica rap, il giovane ha composto inoltre il pezzo intitolato Siamo diversi tra noi, una sorta di inno contro il bullismo, diffuso anch’esso in rete.

 

Nel 2016 la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva, confermando la sentenza emessa il 12 maggio 2015 dalla Corte d’appello di Genova, Emilio Cella, insegnante di sostegno dell’Istituto comprensivo di Cogorno, e la sua collega Nicoletta Daniele, in seguito a un’inchiesta condotta nel 2012 dalla Procura della Repubblica di Chiavari. Al primo insegnante sono stati inflitti 9 anni e 6 mesi per violenza sessuale, atti osceni, corruzione di minori e maltrattamenti nei confronti di allievi con disabilità. E alla seconda 2 anni, con la condizionale, per concorso nei reati di atti osceni e corruzione di minorenni.
I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno inoltre condannato Emilio Cella a un risarcimento danni di quasi 415 mila euro (di cui 100 mila per danno d’immagine). E Nicoletta Daniele, che davanti alla magistratura contabile ha scelto e ottenuto il rito abbreviato, a 20 mila euro. In aggiunta i giudici hanno anche condannato a risarcire 10 mila euro l’allora dirigente scolastico, Gianfranco Spaccini, che era stato assolto nel processo penale e aveva visto archiviato il procedimento disciplinare.

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