Accessibilità alle strutture e ai servizi culturali

L’accessibilità delle strutture e dei servizi culturali è incardinata nel diritto alla partecipazione alla vita culturale e ricreativa sancito dall’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

L’accessibilità non è limitata alle strutture e ai luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale.
Il diritto all’accessibilità è espressamente previsto anche per i prodotti culturali, che devono essere garantiti in formati accessibili. Fra questi vengono espressamente richiamati i programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali.

Rilevante è il richiamo etico e programmatico del secondo comma: adottare misure adeguate a consentire alle persone con disabilità di sviluppare e realizzare il loro potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della società.

Le persone con disabilità hanno il diritto, su base di uguaglianza con gli altri, al riconoscimento e al sostegno della loro specifica identità culturale e linguistica, ivi comprese la lingua dei segni e la cultura dei sordi.

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di marzo del 2013, una rampa di scale aveva impedito a una giovane in carrozzina di assistere a un concerto presso i Magazzini Generali di Milano, locale nato nel 1995 all’interno di un complesso di magazzini dei primi del Novecento, serviti e raccordati alle Ferrovie dello Stato. Questo nonostante fossero state date ampie rassicurazioni sull’accessibilità del locale, che in realtà era consistita nella disponibilità di un vigilante a portare la giovane a braccia.
La LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva successivamente presentato un’istanza al Comune di Milano per chiedere la chiusura temporanea, in base a quanto previsto sull’accessibilità dei locali pubblici dalla Legge 104/92.
Nel mese di gennaio del 2014, il Comune di Milano ha accolto la richiesta, sanzionando i Magazzini Generali con il pagamento di una multa di 516 euro e con un periodo di chiusura di trenta giorni. I Dirigenti Comunali hanno stabilito tra l’altro che «il “servizio di sollevamento” messo in atto dai Magazzini Generali per consentire l’accesso alle persone con disabilità non può essere definito una metodologia per il superamento delle barriere architettoniche, ma, tutt’al più, una pratica estemporanea per sopperire a una situazione di emergenza, in ogni caso lesiva della dignità della persona diversamente abile e […] non tecnicamente idonea».

 

Nel mese di aprile del 2018, la FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e l’Associazione SuperAbile hanno denunciato l’inaccessibilità alle persone con disabilità del Gran Salone Margherita, locale storico di Napoli, riaperto il 5 aprile dopo lunghi lavori di restauro e adibito a ristorante, pizzeria, bar e sala eventi predisposta a cene spettacolo.
Nel ricordare che la struttura non rispetta le normative italiane sull’eliminazione delle barriere architettoniche, le associazioni si sono rivolte direttamente al Sindaco di Napoli, ricordando che dev’essere egli stesso l’autorità preposta a vigilare sull’agibilità delle strutture aperte al pubblico. La sua presenza all’inaugurazione del locale rischia invece di legittimare altri abusi negli esercizi commerciali, in merito al mancato rispetto dell’eliminazione delle barriere.
La FISH Campania e SuperAbile hanno anche ricordato al Sindaco la sua formale adesione nel 2011 alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, e anche per questo hanno chiesto a lui e a tutti i componenti della Giunta comunale «di non presiedere all’inaugurazione di qualsiasi iniziativa pubblica o privata che non sia conforme alle leggi nazionali in merito all’eliminazione delle barriere architettoniche». Hanno chiesto inoltre «che non sia concesso a nessun titolo il patrocinio e il logo del Comune di Napoli a iniziative o manifestazioni culturali o di altro genere che si rappresentino in locali o luoghi inaccessibili ai cittadini con disabilità, che in questo modo vengono ulteriormente discriminati e umiliati».

Temi specifici

Teatri e cinema

Musei

Biblioteche

Monumenti e siti

Servizi di mediazione

Guide (incluse audioguide)

Percorsi tattili

Opere tattili

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Vedi anche

Accessibilità alle strutture e ai servizi culturali in Accessibilità a strutture, servizi e ambiente fisico