Monumenti e siti

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di agosto del 2017, Adele Fiorenza, persona con disabilità motoria che si muove solo in carrozzina, si è recata con il marito in visita al Castello di Melfi (Potenza), sede del Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino”.
Grazie all'ascensore, ha potuto visitare senza problemi il piano terra e il primo piano, ma una volta arrivata al secondo piano ha dovuto constatare che esso era per metà inaccessibile a chi si muove in carrozzina. I possibili punti di accesso presentavano infatti rampe di tre gradini ciascuna, insormontabili con qualunque tipo di sedia.
In più, i servizi igienici attrezzati per persone con disabilità erano collocati proprio in quell'area inaccessibile.
La Carta dei servizi del Museo riportava la seguente dicitura: «Accessibilità: per persone diversamente abili il Museo è dotato di un ascensore che consente di accedere alle sale del 1° piano e solo in parte a quelle del 2°, previa richiesta al personale di vigilanza, e di servizi igienici dedicati».

 

Nel mese di dicembre del 2016 è stato aperto nel parco archeologico di Pompei un percorso di 3 chilometri e mezzo che, grazie a una pavimentazione di nuova realizzazione basata su un impasto con calce idraulica senza cementi, consente anche alle persone con limitazioni motorie di visitare l’area che va dall’ingresso di Piazza Anfiteatro all’ex Antiquarium. Nei mesi successivi si è dato vita anche a un percorso con pannelli per persone ipovedenti e non vedenti.
A tale risultato hanno contributo in modo sostanziale due anni di confronti tra i responsabili dell’area archeologica e una serie di associazioni di persone con disabilità, quali la FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), l’LPH (Lega Problemi Handicappati), l’ADV (Associazione Disabili Visivi) e la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare). I rappresentati di tali organizzazioni hanno partecipato a varie riunioni e sopralluoghi sugli scavi, fornendo indicazioni tecniche sulla disabilità motoria.

 

In occasione del proprio matrimonio - in programma per il 5 ottobre 2015 in un sito storico, quale la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Vaccheria di Caserta - una donna aveva invitato un’amica con disabilità motoria in carrozzina, ma l’accesso a quell’edificio sarebbe risultato per lei impossibile, alla luce dei cinque scalini posti all’entrata.
In precedenza la donna aveva esposto al parroco della chiesa la necessità di renderla accessibile, ma la risposta era stata che si sarebbe provveduto a far salire la persona “a mano”, in quanto l’abbattimento delle barriere architettoniche avrebbe rovinato l’estetica del Santuario.
La persona si era pertanto recata presso l’Ufficio tecnico della Curia Vescovile di Caserta, per chiedere di applicare la normativa che regola l’accessibilità nei luoghi sacri (Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989), e le era stata garantita l’applicazione di una rampa amovibile. Questo, però, non venne fatto, cosicché, per poter partecipare alla cerimonia, l’amica avrebbe avuto bisogno del sostegno materiale di alcune persone.
A risolvere la situazione è stata la FISH Campania, attivando una rete di solidarietà, che ha portato alla rapida disponibilità di un montascale cingolato, fornito dal Centro di servizio per il volontariato di Caserta.

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