Teatri e cinema

Fatti, violazioni, denunce

All'inizio del 2015, l’Associazione Zero Gradini per Tutti di Porto San Giorgio (Fermo) aveva denunciato al Commissario Straordinario del Comune di Fermo l’inaccessibilità alle persone con disabilità motoria del Teatro dell’Aquila, uno dei più importanti delle Marche, con 870 posti.
Ne era seguito un serrato confronto con le istituzioni, proseguito con la successiva Giunta comunale, fino ad arrivare all'Atto di Giunta del 13 settembre 2016, recante per oggetto "Teatro dell’Aquila: modifica disciplinare di sala e di biglietteria in adesione ai principi e alle indicazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità".
Quel provvedimento ha portato in tempi rapidi a:

  • la ristrutturazione dell’ingresso del Teatro, reso accessibile a tutti;
  • un nuovo regolamento interno, con otto posti specificamente garantiti alle persone con disabilità motoria e ai loro accompagnatori;
  • un percorso realizzato per le persone con disabilità visiva;
  • l'istituzione di un servizio di assistenza, gestito dalla Pubblica Assistenza Croce Verde di Fermo.

Nel mese di novembre del 2009, la Cooperativa Sociale Esistere e le Associazioni ANGLAT, Emmatum e Il Bersaglio, tutte con sede a Ragusa, hanno inviato una lettera-esposto ai titolari del Cineplex di Ragusa e per conoscenza al Prefetto della città, al Presidente della Provincia, al Sindaco, alla Polizia Municipale e agli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti locali.
Con tale atto, le organizzazioni hanno denunciato che la multisala Cineplex, di recente apertura, consente l’accesso alle persone con disabilità motoria non deambulanti, ma senza prevedere per loro un’appropriata collocazione, poiché in ognuna delle singole sale l’unico posto riservato alle persone con disabilità motoria si trova nella prima fila di terra, con lo schermo situato a una distanza così ridotta da costringere le persone stesse ad assumere posture impossibili e a posizionarsi praticamente in orizzontale con tronco e capo. Se invece la persona con disabilità vuole sistemarsi in una fila di poltrone superiore alla prima, più distante dallo schermo, aiutata da amici o accompagnatori, questo le viene impedito, per motivi di sicurezza.
La lettera-esposto ha denunciato inoltre che il locale adibito a spazio ristorazione è stato collocato al piano superiore, senza prevedere un ascensore.

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