Attività ludiche e sportive nel sistema scolastico

Dati

Riguardo alla partecipazione dei minori con disabilità alle attività ludiche, ricreative, agli svaghi e allo sport nell'ambito del sistema scolastico, l'ISTAT fornisce annualmente alcuni dati sulle uscite didattiche e le gite d'istruzione in luoghi e siti rilevanti ai fini ludici e culturali.
Gli ultimi dati disponibili riguardano l'anno scolastico 2017-2018 e si riferiscono nello specifico alle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Nel caso delle uscite didattiche brevi, che non prevedono il pernottamento, non partecipano a questo tipo di attività il 7,9% degli alunni con disabilità della scuola primaria e secondaria di primo grado. Nel caso invece delle gite scolastiche con pernottamento la percentuale sale significativamente, raggiungendo il 66,9% di mancata partecipazione degli alunni con disabilità. Per entrambe le tipologie di uscita si evidenzia una minore partecipazione nel Mezzogiorno.

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di marzo del 2018, in vista dell’imminente viaggio di istruzione in Spagna, l’istituto comprensivo superiore Corridoni - Campana di Osimo (Ancona) ha richiesto alla famiglia di una studentessa con disabilità l’accompagnamento da parte di un genitore, chiedendo a quest’ultimo di pagare la sua quota di iscrizione al viaggio.
La famiglia ha accettato il pagamento della quota per il genitore (785 euro, oltre alla stessa cifra per la ragazza), ma la scuola ha chiesto anche un supplemento di spesa perché, avendo la ragazza bisogno di un bagno per persone con disabilità, avrebbe dovuto alloggiare, a differenza dei compagni, in un albergo nelle vicinanze del collegio di lingua spagnola destinato all’ospitalità della classe.
Infine, la dirigente scolastica ha chiesto la presa in carico della ragazza da parte di un’insegnante di sostegno, che non conosceva però la lingua spagnola e che non avrebbe alloggiato con la ragazza in albergo.
Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e responsabile per l’Area normativo-giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), ha denunciato il fatto che «tale vicenda è caratterizzata da una generica violazione dell’articolo 34 della Costituzione; da una violazione più puntuale dell’articolo 24 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità; e anche da una violazione della Legge 67/06, che oltre a vietare le discriminazioni nei confronti di una persona con disabilità, dà il diritto di chiedere la cessazione del fatto discriminatorio e del risarcimento dei danni anche non patrimoniali».
La famiglia, dunque, avrebbe dovuto pretendere che fosse la scuola, a proprie spese, a trovare un accompagnatore o un’accompagnatrice, per non incorrere nella discriminazione. Del tutto inutile, infine, la presenza di un docente di sostegno non alloggiato nello stesso albergo della ragazza con disabilità.