Servizi per persone con necessità di maggiore sostegno

Fatti, violazioni, denunce

Nel mese di luglio del 2018, l’Associazione Viva la Vita (Associazione di familiari e malati di sclerosi laterale amiotrofica) ha denunciato che ai malati di SLA di Roma il Comune ha sostanzialmente dimezzato il contributo per retribuire un badante formato. Nella stessa occasione sono stati segnalati anche vari mesi di scopertura nell'assegnazione dei fondi per i badanti oramai formati e assunti, i cui onorari devono essere comunque pagati. A tal proposito, Viva la Vita ha ricordato che con la Delibera della Giunta Capitolina prodotta nel mese di gennaio del 2018 «era stato recepito il Fondo Regionale sulle Disabilità Gravissime, il quale prevede un contributo per il caregiver e per l’assistenza indiretta che per il resto della Regione Lazio va da 800 a 1.200 euro al mese in funzione delle condizioni cliniche e socio-assistenziali e che invece il Comune di Roma ha deciso di bloccare al minimo per tutti indistintamente: 800 euro al mese per un badante, in via sperimentale, per un anno».
Come “caso esemplare” l’associazione ha citato la vicenda del sessantaduenne Roberto Ponti, malato di SLA dal 2012, immobile e in respirazione meccanica invasiva, con due figli, una moglie e una badante altamente qualificata che lo assiste grazie al precedente fondo dedicato alla SLA, ammontante a 1.700 euro mensili, sostituito ora da quello sulle Disabilità Gravissime. Secondo Viva la Vita, «il VII Municipio di Roma aveva garantito alla famiglia che avrebbe integrato il precedente contributo, e invece è arrivata anche una richiesta obbligatoria di assicurazione della casa, per poter ricevere un sostegno dimezzato». Tutto ciò, quindi, provocherà la perdita della badante da parte della famiglia di Roberto Ponti.

 

Il 20 maggio 2018 il Coordinamento H per i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana ha inviato, a firma del proprio presidente Salvatore Garofalo, una lettera formale al Presidente della Regione Sicilia, oltreché agli Assessori competenti per il settore e alla Presidente della VI Commissione Legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana, denunciando il mancato rispetto di una recente Legge Regionale.
«La normativa della Regione Sicilia - si legge nella lettera - fissata lo scorso anno dalla Legge Regionale 8/17 prevedeva che per assicurare assistenza alle persone con disabilità grave, i Comuni destinassero, per gli esercizi finanziari 2017, 2018 e 2019, il 10 per cento dei trasferimenti dalla Regione stessa, pari, per il triennio 2017-2019, a 340 milioni di euro per il 2017 e a 212 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Per farlo sarebbe stato necessario emanare un atto di indirizzo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge, cioè entro il 10 giugno 2017, tramite un provvedimento del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore Regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali e il Lavoro, previo parere della VI Commissione Legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana (Servizi sociali e sanitari). Ma non è stato fatto».
La richiesta del Coordinamento H è stata quella di inserire nel Decreto del Presidente della Regione, previsto dalla Legge di Stabilità 2018, quello stesso atto di indirizzo di cui si è denunciata la mancata emanazione.

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