Protezione e sicurezza in situazioni di catastrofi naturali

Il tema della della protezione e sicurezza in situazioni di catastrofi naturali è incardinato nell’articolo 11 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. La CRPD è uno degli strumenti del diritto internazionale tesi a tutelare e supportare le persone in queste situazioni. Le persone con disabilità che subiscono tali eventi si trovano maggiormente esposte e devono quindi essere destinatarie di specifiche e concrete misure.

Contesto

In tema di azioni e interventi in caso di disastri naturali, la Commissione Europea ha finanziato specifici progetti nell’ambito delle competenze delle agenzie di protezione civile nazionale e lo stesso Parlamento Europeo, nella risoluzione del 4 settembre 2007 sui disastri naturali, ha sottolineato “la necessità in caso di disastri naturali di tenere in considerazione soprattutto i bisogni specifici delle persone con disabilità in tutte le azioni svolte usando i Meccanismi della Protezione Civile” (articolo 19).

Nel 2007 è stata inoltre definita, all’interno di una Consenus Conference che ha coinvolto istituzioni e persona, la Carta di Verona sul salvataggio delle persone con disabilità in caso di disastri.

Lo scopo di questa Carta è di delineare le basi per articolare una visione comune e universale riguardo tutti gli aspetti delle attività che sono necessarie per garantire la protezione e la sicurezza di persone con disabilità in situazioni di rischio, come conflitto armato, emergenze umanitarie ed eventi di disastri naturali e/o causati dall’uomo.

Essa ha individuato le problematiche essenziali su cui impostare le azioni di emergenza che includano le persone con disabilità. La Carta di Verona mette in evidenza la necessità di un approccio multidimensionale che tenga in debita considerazione le varie tipologie di disabilità e i gradi di vulnerabilità, avendo premura di valutare attentamente i bisogni dei bambini con disabilità, e la differenza fra persone con disabilità, che posseggono già capacità di resilienza, e persone diventate disabili a causa dell’evento catastrofico.

Si evidenzia come in situazioni di rischio bisogna prestare particolare attenzione alle persone con disabilità che rischiano di essere discriminate su più livelli, come le donne, i bambini e le persone anziane. In tutte le azioni che riguardano i bambini con disabilità, bisogna considerare soprattutto gli interessi del bambino.

In ogni caso, nella gestione e nella prevenzione delle emergenze, è necessario prendere provvedimenti per proteggere i gruppi più vulnerabili delle persone con disabilità, considerando tutte le condizioni logistiche e i contesti sociali. Per garantire che le discriminazioni multiple non si verifichino, dovrebbe essere riconosciuta la diversità fra le persone con disabilità; i loro bisogni dovrebbero essere soddisfatti nelle strategie di pianificazione, gestione e recupero in caso di disastro.

Un'ulteriore raccomandazione rilevante al fine di garantire un adeguato livello di protezione è il coinvolgimento della comunità e la sua partecipazione, nella pianificazione e nel mettere in atto i provvedimenti dei piani d’emergenza, è un elemento basilare nella risposta e nella gestione del disastro.

La Carta di Verona sottolinea come debba essere incoraggiata e messa in atto la fondazione di strutture di comunità locali anche quando si tratta di soddisfare i bisogni delle persone con disabilità in situazioni di emergenze umanitarie e nell’evento di disastri naturali e provocati dall’uomo (per esempio network sociali e di quartiere).