Protezione e sicurezza in situazioni di conflitto armato o emergenze umanitarie

Il tema della della protezione e sicurezza in situazioni di conflitto armato o emergenze umanitarie è solidamente incardinato nell’articolo 11 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e assume particolare spessore e urgenza a fronte dei diffusi fenomeni migratori derivanti da conflitti armati, persecuzioni, carestie endemiche. La CRPD è uno degli strumenti del diritto internazionale tesi a tutelare e supportare le persone in queste situazioni. Le persone con disabilità che subiscono tali eventi si trovano maggiormente esposte e devono quindi essere destinatarie di specifiche e concrete misure.

Contesto

Il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nell’agosto del 2016, il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità, nelle sue Osservazioni Conclusive al primo Rapporto sull’implementazione della Convenzione ONU in Italia, ha espresso (punti 25-26) preoccupazioni per i rifugiati, i migranti e i richiedenti asilo con disabilità che giungono in Italia, specialmente quelli con disabilità psico-sociali, per il loro accesso ad adeguate strutture di accoglienza e a sostegni di salute mentale tra cui la consulenza.

Il Comitato ha conseguentemente raccomandato che tutte le persone con disabilità in arrivo in Italia siano in grado di accedere ai servizi in condizioni di parità con gli altri e che quelli con disabilità psico-sociali ricevano adeguato sostegno e riabilitazione tramite sistemi rafforzati. Il Comitato ha poi raccomandato la ratifica della Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie nonché la Carta del 2016 sull’inclusione delle persone con disabilità nelle azioni umanitarie.

Unione Europea. L’Unione Europea, con la sua Strategia europea sulla disabilità (2010-2020), si è impegnata ad introdurre i principi della Convenzione all’interno delle azioni esterne, nonché a fare "opera di sensibilizzazione sulla Convenzione dell'ONU e sui bisogni delle persone con disabilità, anche in materia di accessibilità, nel settore dell'aiuto d'urgenza e dell'aiuto umanitario”

In Italia. Su questo tema va senza dubbio segnalato lo specifico lavoro di approfondimento e di indicazioni operative realizzato con la produzione del vademecum Aiuti umanitari e disabilità (2015) da parte della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in stretta collaborazione con la Cooperazione Italiana e con la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo.
Oltre alle raccomandazioni operative, il vademecum delinea con precisione gli ambiti e gli effetti dei rischi - diretti e indiretti - per le persone con disabilità nelle emergenze umanitarie e nelle catastrofi naturali.

Donne ed emergenze umanitarie. il Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea (Forum europeo della disabilità - EDF, maggio 2011) ha sottolineato (capitolo 4) che Le situazioni di rischio e le emergenze umanitarie compromettono notevolmente la sicurezza e la protezione delle donne e delle ragazze con disabilità, riducendo considerevolmente le loro possibilità di sopravvivenza. Le donne e le ragazze con disabilità sono più vulnerabili di altre persone prima, durante e dopo il verificarsi di rischi quali conflitti armati, occupazione di territori, calamità naturali ed emergenze umanitarie.”
Le donne e le ragazze con disabilità che sono profughe, residenti nelle aree di conflitto armato o nei territori occupati, o che sono superstiti di disastri naturali, sono esposte ad un rischio maggiore di subire violenza e abuso sessuale. L’intervento umanitario deve prevenire questo tipo di situazioni affinché non si verifichino, e risolverle se accadono.
Le vittime dovrebbero poter contare su un’adeguata assistenza sanitaria e servizi di salute mentale per superare sia le conseguenze psicologiche dello stupro, che l’ulteriore stigmatizzazione.