Diritto alla salute

Il diritto alla salute delle persone con disabilità è ribadito dalla Convenzione ONU nel primo comma dell'articolo 25, che impone agli Stati firmatari di adottare tutte le misure idonee ad assicurare alle persone con disabilità l'accesso ai servizi sanitari, inclusi quelli di riabilitazione, facendo attenzione alla dimensione di genere.

Dati

Dal Rapporto Osservasalute 2018, basato sull'elaborazione di dati ISTAT relativi all'anno 2016, emerge che le persone con limitazioni nelle attività quotidiane manifestano un maggior ricorso ai servizi sanitari rispetto alle persone senza limitazioni.
In particolare, il 6,1% delle persone con limitazioni ha avuto almeno un ricovero ospedaliero, il 12,1% ha avuto accesso al pronto soccorso e il 5,3% è ricorsa alla guardia medica, a fronte rispettivamente del 2,0%, del 5,4% e del 2,6% registrati tra le persone senza limitazioni.
L'analisi territoriale evidenzia l'esistenza di una disomogeneità regionale nel ricorso ai servizi sanitari, ma non un gradiente Nord-Sud del Paese.

Le persone con limitazioni nelle attività quotidiane dichiarano, inoltre, di sentirsi molto soddisfatte dei servizi connessi all'ultimo ricovero in misura minore rispetto alle persone senza limitazioni. In particolare risulta molto soddisfatto dell’assistenza medica il 35,4% delle persone con limitazioni (a fronte del 43,3% di chi non ha limitazioni), il 35,8% dell’assistenza infermieristica (vs il 43,1%), il 21,5% del vitto (vs il 24,2%) e il 28,8% dei servizi igienici (vs il 32,9%). Nel Meridione si registra la minore percentuale di soddisfazione rispetto ai vari aspetti connessi all'ultimo ricovero (con scarti anche significativi rispetto alle altre ripartizioni geografiche), tuttavia tali dati risultano in crescita nel triennio 2013-2016, a fronte di una diminuzione della soddisfazione riscontrata nel Nord e nel Centro.

Dal Rapporto Osservasalute 2016, basato sull'elaborazione di dati ISTAT relativi però all'anno 2014, emerge come, a fronte di un maggior ricorso ai servizi sanitari da parte delle persone con disabilità, si evidenzi anche una situazione di maggiore difficoltà a soddisfare i propri bisogni di salute per motivi economici.
In particolare, nell’effettuare una visita medica o un trattamento terapeutico, nell’affrontare spese mediche o nel sottoporsi a cure odontoiatriche, le differenze che si riscontrano tra le persone con e senza limitazioni appaiono significative (rispettivamente di circa 10, 11 e 14 punti percentuali). Gli scarti maggiori emergono nel Meridione, dove si calcolano quote di oltre il 15-20% di persone con limitazioni funzionali che dichiarano di aver dovuto rinunciare per motivi economici alle prestazioni sanitarie, alle cure o alle visite mediche di cui avevano bisogno.
Come riconoscono gli estensori del Rapporto, i dati non permettono di distinguere se si è rinunciato dopo aver fruito di un buon numero di prestazioni o se si è rinunciato non avendone mai fruito, ma in ogni caso si trattava di un servizio che le persone ritenevano necessario.
Inoltre, si sottolinea che le differenze osservate non sono tutte direttamente imputabili a differenze di reddito, ma alla limitata capacità delle famiglie con persone con limitazioni funzionali di convertire il reddito in soddisfazione dei propri bisogni.

Fatti, violazioni, denunce

Le disfunzioni dell’apparato vescicale si presentano con particolare rilevanza e gravità in tutti i casi di lesioni al midollo spinale e pertanto vi sono apparecchiature per la loro diagnosi - come quelle necessarie agli esami strumentali di neurourologia (urodinamica) - da considerarsi quali salvavita, sia nelle situazioni acute che in quelle cronicizzate. E tuttavia, nel mese di maggio del 2013, il Coordinamento Para-Tetraplegici del Piemonte ha denunciato come presso l’Unità Spinale Unipolare (USU) del CTO di Torino tale apparecchiatura risultasse già da venticinque giorni fuori uso, non essendo più riparabile, non essendo disponibili i circa 200.000 euro necessari a una nuova strumentazione e non essendo nemmeno autorizzabile la spesa di 50 euro giornalieri per dotarsi in leasing di un “amplificatore di brillanza”, strumento che transitoriamente avrebbe potuto sostituire il precedente.
Il citato Coordinamento ha indirizzato in tal senso una lettera all’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino, dalla quale dipende l’Unità Spinale Unipolare, «diffidandola dall’avallare di fatto tale situazione», «chiedendo con urgenza di trovare una soluzione» e minacciandola, in caso contrario, «di attivare ogni iniziativa volta a garantire la difesa della vita e dell’incolumità delle persone con lesione midollare».

Temi specifici

Regolazione dei servizi sanitari

Programmi di salute pubblica (screening/prevenzione)

Monitoraggio dei servizi sanitari

Prevenzione

Diagnosi precoce

Interventi d’urgenza

Servizi sanitari prossimali

Servizi sanitari specialistici

Servizi ad integrazione sociosanitaria

Salute sessuale e riproduttiva